La cianocobalamina o vitamina B12 è una vitamina la cui carenza non riguarda solo i vegani perché in realtà la sua carenza riguarda anche gli onnivori. Spesso non si tiene conto che il fabbisogno comune di circa 2-4 mcg per paziente adulto (sembrano pochi, ma non lo sono), è raddoppiato per una donna in gravidanza. Avere una dieta onnivora, non è infatti garanzia di assorbimento e assunzione ottimale.
Chiaramente, chi abbraccia un regime vegano e vegetariano andrà certamente incontro ad una carenza. Infatti, alcune alghe, il lievito di birra, alcuni cibi fermentati e altri di origine orientale come il tempeh (derivato dai semi di soia) e la Kombucha (the cinese), pur essendo vegetali, contengono vitamina B12 ma in porzioni infinitesimali, inutili per il fabbisogno umano, dal momento che non risultano assimilabili dal nostro organismo.
Pensare di non utilizzare una integrazione in queste situazioni è un grave errore. Il mio consiglio è sempre assumere la vitamina B12 vegana, per evitare disguidi, sotto forma di metil-cobalamina, proveniente da fonti non animali, ma fungine.


